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Varese: la provincia dei 7 laghi

La provincia di Varese è posta sulle prealpi lombarde e per questo è possibile osservare, sia dalla città che nei dintorni, panorami mozzafiato che come “cornice” hanno sempre la magnifica catena delle Alpi, in particolare il Monte Rosa e le Alpi Svizzere. Con i suoi continui saliscendi, lunghi rettilinei in pianura alternati ad affascinanti percorsi nei boschi, questa amena terra si presta in modo suggestivo ad essere percorsa su 2 ruote; il mezzo ideale è senza dubbio la bicicletta, ma per i meno temerari anche l’opzione motocicletta può essere senza dubbio presa in considerazione. Qui si corre la celebre “Tre Valli Varesine”, una corsa in linea maschile di ciclismo su strada che, unitamente alla Coppa Agostoni ed alla Coppa Bernocchi, completa il Trittico Lombardo, classico appuntamento ciclistico internazionale di settembre. Le Tre Valli protagoniste della competizione sono la Valcuvia, la Valganna e la Valtravaglia, che hanno celebrato i successi di campioni quali Bartali, Coppi, Moser, Saronni, Bugno, Nibali; il vincitore dell’edizione 2016 è stato Sonny Colbrelli, un ciclista di Desenzano del Garda professionista dal 2012.

DOCFRA – CC BY-SA 3.0 – Varese – Palazzo e giardini estensi

Il giro che vi proponiamo non ha la pretesa di competere con la prestigiosa gara, ma vi invita ad una piacevole giornata da trascorrere all’aria aperta, a spasso tra i 7 laghi della Provincia di Varese: Maggiore, di Varese, di Comabbio, di Lugano, di Ganna, di Ghirla e di Monate.

“Visione magnifica!
Al tramonto del sole
si vedevano sette laghi.
Credetemi si può percorrere
tutta la Francia e la Germania,
ma non si potranno mai provare
simili sensazioni”.

Henry Beyle – Stendhal
“Roma, Napoli e Firenze” 1817

IL NOSTRO TOUR

Per entrare da subito nello spirito sportivo, il tour che vi proponiamo prende avvio dalla zona antistante il velodromo Luigi Ganna e lo Stadio Franco Ossola, in pieno centro della città di Varese. Per coloro che amano una partenza sprint, consigliamo l’ascesa al Sacro Monte di Varese e il suo storico viale con 14 cappelle che fanno da cornice al famoso Santuario; lo sforzo della salita sarà premiato dai luoghi incantevoli, ma anche dalla temeraria discesa che porta al Lido della Schiranna, che si affaccia sul Lago di Varese, un bacino con una superficie di circa 15 chilometri quadrati, caratterizzato dalla sua inconfondibile forma a scarpa.
Costeggiando il lago si raggiunge la località di Cazzago Brabbia, dove la visita alle ghiacciaie è anche la scusa per riposarsi un po’. Alla ripresa della gita, si getta uno sguardo all’Isolino Virginia, poco prima di Biandronno, prima di dirigersi senza esitazione verso il Lago Maggiore per giungere, dopo piacevoli 16 chilometri, all’Eremo di Santa Caterina del Sasso, un suggestivo monastero a strapiombo sul lago, la cui origine è attribuita al XII secolo.
Pochi chilometri e siamo a Laveno Mombello, un comune di circa 10 mila abitanti, considerato la capitale turistica della sponda orientale del Lago Maggiore; da qui si costeggia il lago fino a Luino, dopo un percorso di soli 19 chilometri e, dopo una interessante sosta, si procede fino a Lavena Ponte Tresa, da cui si devia per affrontare i 23 chilometri che riportano a Varese, toccando i Laghi di Ghirla e Ganna, due perle incastonate nella verdeggiante vegetazione che ci accompagna fino alla periferia del capoluogo di Provincia, dove inizia e finisce il percorso che vi suggeriamo.
Tutto l’itinerario è contornato anche da piacevoli luoghi di ristoro, come suggerisce il box a loro dedicato e il vostro problema sarà scegliere tra le deliziose alternative che incontrerete; siamo certi comunque che al ritorno a Varese sarete entusiasti dell’esperienza vissuta.

SACRO MONTE

Posto su un colle alto circa 850 metri s.l.m. e all’interno del Parco Naturale del Campo dei Fiori, il Sacro Monte sorge su una collina che, prima di essere luogo di culto, era utilizzata come una sorta di fortezza per difendersi dai paesi vicini.

MATTANA – CC BY-SA 3.0 – Sacro Monte
Cappella della Natività

Il Sacro Monte è composto dal viale delle 14 Cappelle, da un bellissimo Santuario, dalla presenza di un monastero di clausura, tutti tesori unici che lo hanno fatto divenire Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. La nascita del sito sembra datata all’anno 400, quando una leggenda narra che Sant’Ambrogio fece erigere una piccola chiesa da utilizzare come luogo di culto; da quel momento la storia è nota solo a tratti, con periodi oscuri anche di qualche secolo.
È nel 1400 che questa piccola montagna subisce la “rivoluzione” che la renderà famosa: è di questi anni infatti l’arrivo di numerosi pellegrini in visita e di personaggi all’epoca importanti, che causano un lento ma graduale sviluppo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il trasporto pubblico venne garantito dagli autobus e lo sviluppo del luogo viene ulteriormente alimentato dalla riapertura della Funicolare nel 2000. Da ricordare nel 1984 la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II.

SCHIRANNA

È il luogo ideale per effettuare rilassanti passeggiate sia sul lido che all’interno del parco Zanzi, istituito negli anni sessanta attraverso un parziale riempimento della costa del lago di Varese. Lido balneare in estate, il parco è composto da un ampio giardino botanico che sorge sulle sponde varesine del lago, ricche di numerose essenze arboree e da un’avifauna che trova in parte riparo nei canneti lungo le rive.

KLAUS NAHR – CC BY-SA 2.0 – MV Agusta

Un appuntamento annuale di notevole rilevanza è la Fiera della Città di Varese, che di solito si tiene nei primi giorni di settembre e da alcuni anni il Lago di Varese è teatro di importanti competizioni di canottaggio di rilevanza mondiale, orgoglio della Canottieri Varese, fondata nel 1927 e che proprio qui ha la sua sede; non molto distante sorge lo stabilimento appartenente alla MV Agusta, storico marchio di motociclette, ricordato soprattutto per le mitiche vittorie nel Campionato del Mondo, prima con John Surtees, poi con Mike Hailwood, ma soprattutto con l’amatissimo Giacomo Agostini.

CAZZAGO BRABBIA

Le Ghiacciaie

Le Ghiacciaie di Cazzago Brabbia, note in dialetto come “giazzér” sono la testimonianza di una tradizione locale molto radicata e legata alla pesca nel Lago di Varese. Si tratta di edifici, interamente costruiti in pietra, edificati alla fine del diciottesimo secolo in terrapieni profondi circa dieci metri, con tetti di forma conica simili a dei trulli, con lo scopo di poter conservare il ghiaccio e il pesce pescato nel lago: nel periodo invernale il lago si ghiacciava quasi completamente e queste costruzioni venivano riempite con lastroni arpionati dai pescatori con uncini e poi tagliati con la scure, quindi avvolti in coperte. In questi edifici, il ghiaccio si conservava addirittura per un anno intero.

LA VARESE SOTTERRANEA

Un segreto che anche molti abitanti della zona non conoscono è la presenza, sotto i Giardini Estensi, dei rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, posizionati 13 metri sotto il livello del parco: in totale ne vennero realizzati cinque e solo due sono attualmente visitabili.
In grado di contenere fino a 600 persone, il rifugio è un tunnel munito di tutto il necessario per una permanenza di diverse ore: oltre alle luci per non lasciare le persone al buio, ci sono i bagni e una stazione radio per comunicare con l’esterno e sapere quando la situazione consentiva di fare uscire i cittadini.

LUINO: CITTÀ LETTERARIA

CORRADOX- CC BY-SA 3.0 – Luino
Strada del centro

Estremamente vivace e ardimentosa, ne è testimonianza la rivolta proletaria per il pane del 10 maggio 1898, l’unica in tutto il varesotto, Luino ha una forte propensione per la letteratura: qui ebbero i natali il poeta Vittorio Sereni e lo scrittore Piero Chiara.
Qui ha anche vissuto Dario Fo, drammaturgo attore e scrittore, debuttando sul palcoscenico del Teatro Sociale, all’inizio di quella carriera artistica che lo porterà a meritarsi il Premio Nobel 1997 per la letteratura.
Nel suo romanzo “Addio alle armi”, il celebre scrittore statunitense Hernest Hemingway cita così Luino: “Vidi uno spacco cuneiforme tra le montagne sull’altra sponda e pensai che dovesse essere Luino.” La città di Luino ha anche dato i natali ad alcuni comici, come Francesco Salvi, Ezio Iacchetti e Massimo Boldi.

 

IL PANORAMA DI LAVENO

Il monte del Sasso del Ferro, a quota 1062 metri di altitudine, è un vero e proprio balcone panoramico sul paesaggio che circonda Laveno, da qui si possono ammirare il Campo dei Fiori, i laghi della Provincia, la Val Grande, fino alla maestosità alpina del Monte Rosa.
Due le possibilità per arrivare agevolmente in vetta: dal paesino di Casere, raggiungibile in auto passando da Cittiglio e poi a piedi lungo i boschi della valle, o in funivia, partendo dal centro di Laveno e, dopo soli 15 minuti, arrivando quasi alla sommità, dove si trova un complesso di accoglienza con bar, ristorante, albergo e un negozio di prodotti tipici e di souvenir.
Per i più temerari, il monte del Sasso del Ferro è anche il punto di lancio di deltaplani e parapendii.

EREMO DI SANTA CATERINA DEL SASSO

MARKUS BERNET CC BY-SA 2.0 – Santa Caterina del Sasso

La storia dell’Eremo è avvolta dalla leggenda e bisogna risalire ai tempi in cui la peste assediava le coste del Lago su entrambe le sponde, piemontese e lombarda, per conoscerne la nascita. Un tale Alberto Besozzi, infatti, sopravvisse ad un naufragio grazie all’aiuto di una santa, Santa Caterina di Alessandria, e per ringraziarla decise di ritirarsi in preghiera su una piccola roccia che ergeva dalle acque del lago. Per le sue preghiere la peste, che imperversava in paese, scomparve e tutti gli abitanti, per poter omaggiare la santa e lo stesso Besozzi di un dono, costruirono sulla roccia una piccola cappella in cui poter pregare. Nel corso dei secoli la struttura dell’edificio venne ampliata notevolmente per poter accogliere un maggior numero di fedeli. L’Eremo vide successivamente un altro fatto miracoloso: quando nel Seicento dei massi franarono, cadendo sulla volta che custodiva la tomba di Alberto, il fato volle che si fermassero poco distanti da terra, per poi adagiarsi lentamente sul pavimento anni dopo. Questo fatto contribuì ad associare in modo definitivo il luogo di preghiera con il miracolo.
Oggi l’Eremo si può raggiungere dal piazzale sovrastante, ricco di ampi parcheggi, scendendo una panoramica scala di 268 gradini o più comodamente per mezzo dell’ascensore con accesso nei pressi del parcheggio.

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