Il pane toscano è detto sciocco, ossia senza sale, così succede anche per la bozza pratese, antico pane di provenienza contadina. Il suo gusto “sciapo” e leggermente acidulo, rende la Bozza di Prato particolarmente idonea ad accompagnare i cibi saporiti della cucina tipica toscana e pratese in particolare, la bruschetta con l’olio extravergine di oliva, i crostini neri di fegatini o piatti a base di pane raffermo come le zuppe, la Panzanella o la Pappa al pomodoro. È un pane rustico dalla forma irregolare, squadrata, che viene sfornato in pezzature grandi da un chilo e ha un riconoscibile colore bruno, con le tipiche macchie di farina bianca, l’alveolatura molto ampia e la pasta umida, chiara testimonianza di come sia lunga la sua lievitazione naturale. La Bozza pratese non contiene lievito di birra, ma è prodotta con lievito madre, nel pieno rispetto dell’antica tradizione contadina. Le proprietà di un impasto prodotto con lievito madre sono molteplici: maggiori bouquet aromatici, un’alveolatura ben sviluppata e maggiore durata del prodotto finito, grazie alla maggiore acidità del pane, che evita il formarsi di muffe e una migliore digeribilità, grazie alla varietà di enzimi che hanno trasformato, durante la lunga lievitazione, le sostanze complesse in semplici, più adatte ad essere assimilate dal nostro organismo. La Bozza rappresenta un punto di riferimento nella tradizione culinaria di questo territorio, un vero e proprio elemento di identità della cultura enogastronomica pratese, che si tramanda da generazioni, sempre seguendo la ricetta originale.

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