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Territori

Il sedano bianco di Sperlonga

Siamo certi che pochi dei nostri lettori ricorderanno che il sedano bianco viene menzionato anche nell’Odissea come alimento che la ninfa Calipso serviva a Ulisse per invogliarlo a rimanere con lei, sfruttandone le proprietà afrodisiache. Sebbene il sedano sia da sempre un ortaggio tipico della nostra tavola, esistono concrete testimonianze del suo utilizzo in ambito medicinale e terapeutico sin dal 1000 a.C., mentre nel Medioevo la celebre badessa Ildegarda di Bingen, lo annoverava come un’ottima cura per diverse malattie. Il sedano venne riconosciuto come cibo da portare in tavola solo in epoca più recente, le prime testimonianze di un uso culinario risalgono infatti alla Francia del XVII secolo.

Agro Pontino MENTNAFUNANGANN – CC BY-SA 2.0

L’Agro Pontino è stato per millenni un terreno paludoso: in molti provarono a bonificare la zona, ma solo all’inizio del ‘900 il suolo venne definitivamente risanato e reso disponibile alle attività produttive; fu così che nel borgo di Sperlonga, e nel vicino paese di Fondi, cominciarono le prime coltivazioni di ortaggi. Tuttavia, i terreni umidi con un’altissima presenza di acqua di lago e di mare, e un terreno ricco di ferro, manganese, zinco, rame, boro non sono mai stati l’ideale per l’agricoltura; pochi ortaggi erano in grado di adeguarsi a queste condizioni e la possibilità che producessero raccolti sani e saporiti era limitatissima. Però, all’epoca, ce ne fu uno che stupì tutti: il sedano. Pur potendo contare su un habitat perfetto, questo ortaggio non avrebbe mai raggiunto le caratteristiche organolettiche che possiamo assaporare oggi, senza le cure che gli sono state dedicate in passato. Dal 1960 a oggi gli agricoltori di sedano a coste bianche recuperano i semi dalle piante migliori per cominciare le coltivazioni dell’anno successivo: ed è stata proprio questa pratica dal sapore antico che ha permesso a un ecotipo di sedano di sviluppare la sua attuale, splendida forma: il Sedano bianco di Sperlonga I.G.P. Questa selezione è ancora in atto e oggi i coltivatori di Sperlonga e Fondi individuano le piante che più li soddisfano e ne recuperano il seme, per poterle coltivare anche durante l’anno successivo. Ma che caratteristiche hanno queste piante? Sono quelle che possono contare su un cespo di dimensioni contenute, hanno coste croccanti, poco fibrose, di colore chiaro, sono caratterizzate da un sapore dolce e leggermente aromatico.

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