Attualità

Un autunno tutto da gustare

Non è il momento di andare in letargo

Chi lavora nel mondo dell’accoglienza passa abitualmente l’estate a contatto con un consumatore disinibito, spesso sfrenato, che sta godendo il proprio momento di vacanza ed è alla ricerca della massima soddisfazione personale. Un momento difficile ed impegnativo per chi deve accontentare le esigenze, a volte smodate, di un consumatore privo di freni inibitori, prima di affrontare il cambio di ritmo per la propria attività all’avvicendarsi della stagione estiva con quella autunnale. Un momento che può anche essere liberatorio ma in cui, come recita il nostro sottotitolo, non ci è assolutamente concesso di andare in letargo. Anzitutto ci sono realtà che vedono un incremento del lavoro, ma a prescindere dal puro aspetto di business, l’autunno è senza dubbio un momento in cui il consumatore è in una fase più riflessiva, un po’ nostalgica (sta forse pensando alle vacanze passate e a quanto manca alle prossime?), più attento ai dettagli e quindi al servizio. Questa stagione è un periodo che ispira sentimenti profondi, celebrato non per niente al cinema dal famoso “Autumn in New York”, il capolavoro di Joan Chen del 2000, nel quale Richard Gere e Winona Ryder si amano, ma solo fino a Natale, in una Manhattan affascinante, ma anche il lontano “Sinfonia d’autunno“, del regista Ingmar Bergman che, nel 1978, racconta la storia di un pianista che torna a casa, dopo aver sacrificato la famiglia per la carriera, per gran parte della sua vita. L’autunno è comunque grande protagonista al cinema anche quando gioca un ruolo di sfondo, come in “Love Story” di Arthur Hiller del 1970, in “Harry ti presento Sally” il blockbuster di Rob Reiner del 1989, in “Scent of a Woman – Profumo di donna” di Martin Brest del 1992, con un grande Al Pacino, nel pluri-premiato “Will Hunting – Genio Ribelle” di Gus van Sant del 1998, con attori quali Robin Williams, Matt Damon e Ben Affleck, per chiudere con l’enigmatico “The Village” del 2004, di M. Night Shyamalan, un regista molto legato alle scenografie autunnali. Una lista molto riduttiva, ma che rende l’idea di quanto magico sappia essere questo periodo dell’anno. Una storia che va raccontata anche all’interno di ogni singolo locale di ristorazione, attraverso le ambientazioni, le atmosfere e i menu, promuovendo un atteggiamento sereno e romantico, perché, come ci ricorda il grande filosofo danese Soren Kierkegaard, “in autunno si guarda il cielo, in primavera la terra”.

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