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Territori

Tutti matti per la piada

Piada, pie, pjida, pièda, pji, pida: le diverse accezioni dialettali della Romagna la chiamano così. In qualsiasi modo la si voglia chiamare, alla fine si parla sempre della stessa cosa, di una prelibatezza allo stesso tempo grande ma semplice: la piadina. La più classica e gustosa delle specialità presente in riva al mare come in collina.

La piadina romagnola, come tutti sanno, è una tra le ricette più tipiche della gastronomia romagnola, conosciuta in tutto il mondo e soprattutto amata da milioni di persone. La piadina romagnola, si presenta come una sfoglia di pastella di forma rotonda con una buonissima farcitura che può essere tra le più varie e va secondo i gusti ed i desideri del buongustaio che la deve mangiare: può essere ripiena di mozzarella, pomodoro e prosciutto, oppure rucola e stracchino, o ancora verdure, stracchino e salumi; insomma la scelta è illimitata.

La storia della piadina romagnola ha origini antichissime e risale niente di meno che al periodo degli Etruschi, i quali usavano preparare una pastella con i cereali, che veniva poi cotta con una forma tonda e farcita con verdure o salse oppure utilizzata come una sorta di pane. Nel Medioevo, le forti tasse sul pane e i limiti imposti dalle quote di grano da versare al signorotto di turno, consentirono a queste focaccine, che potevano essere preparate anche con farina di altri cereali, di aumentare vertiginosamente la propria diffusione: ecco perché, nell’immaginario collettivo, la piadina romagnola divenne il semplice pasto dei contadini e della povera gente che non poteva permettersi qualcosa di più e doveva accontentarsi dei prodotti della terra. La rivalutazione della piadina romagnola, ebbe avvio verso il 1950, quando iniziò a conquistare i turisti lungo le strade statali che portavano al mare grazie ai primi chioschetti disseminati qua e là, che a prezzi bassi offrivano questa bontà. Importante è ricordare la differenza tra la piadina riminese e quella della bassa Romagna, la prima viene stesa molto sottile mentre nella Romagna, da Forlì a scendere, spesso viene servita abbastanza grossa. Questa tuttavia non è né una regola né una vera e propria differenza, in quanto tutto sta nelle sapienti mani di chi la ama e la prepara.

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