È soprattutto nei condimenti che la cucina tipica lariana assume una specifica originalità: contrariamente a quanto avviene nella zona padana, dove prima imperava il lardo e oggi il burro, qui si contrappone il ricorso abbondante all’olio di oliva di produzione locale, dotato di una caratteristica leggerezza e anche ad oli vegetali (di linosa, di noci, di ravizzone). Può sembrar strano associare la coltivazione degli olivi, notoriamente presenti in climi caldi, a questa zona, ma non lo è: le acque del lago funzionano come grandi serbatoi, in grado di accumulare calore ed umidità durante il periodo estivo e di restituirla nei mesi invernali, creando un microclima straordinariamente mite nel cuore dell’Italia del nord. Questo, unito alla fertilità dei terreni di origine morenica, ha consentito lo sviluppo dell’olivicoltura. Se si indaga fra gli annali della storia di questi luoghi, si troveranno numerose notizie riguardanti la coltivazione dell’olivo, anche i toponimi di alcuni luoghi ci ricordano l’abbondanza di queste piante, le quali spesso rientravano nei contratti di mezzadria. Il riconoscimento formale a questa particolare produzione avviene nel 1997, quando ottiene dalla Comunità Europea il riconoscimento DOP.

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