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Mantova: gioiello del rinascimento

Sono in molti a sostenere che l’Italia sia piena di città che, oscurate dalla fame di colossi turistici come Firenze e Roma, non godono a livello internazionale della fama che meriterebbero: una di queste è senza dubbio Mantova. Nonostante attragga un numero impressionante di turisti, questa suggestiva città offre così tanti motivi di visita, da rendere il suo potenziale turistico praticamente inesauribile; la sua invidiabile posizione sul letto ricurvo del fiume Mincio, che qui si allarga in un dedalo di romantici laghi, conferisce alla città una personalità elegante e talmente affascinante da essere stata inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. La sua atmosfera surreale, sospesa tra cielo e acqua, suscita emozioni già dal primo sguardo, facendo immediatamente intuire il motivo per il quale questa città sia stata fonte d’ispirazione di autori e compositori del calibro di Virgilio, Dante, Shakespeare, Verdi, D’Annunzio, senza dimenticare Vivaldi, che compose qui le sue Quattro Stagioni. Siamo in presenza di una città storica, ricca di monumenti che sembrano sospesi nel tempo in un atmosfera misteriosa ed affascinante, con misteri nascosti tra le mura dei suoi palazzi e fra i vicoli del centro, dove si respira un’atmosfera fortemente rinascimentale.

Palazzo Canossa

Già il nome della città rimanda a segreti ed esoterismi e si narra che derivi dalle vicende della profetessa Manto che si stabilì in questo territorio della Lombardia, le cui lacrime furono così copiose che crearono un lago con proprietà magiche. Successivamente la donna si unì a Tybric e nacque Ocno che costruirà la città dandole il nome di Mantua in onore della madre. Al nome della città è legata anche un’altra leggenda oscura, che lega il nome Mantova a Manth, dio etrusco e Signore dei morti. Comunque sia, se non lo avete già fatto, non scordate di inserire in una delle vostre prossime vacanze, un salto in questa affascinante città.

TRA VIE, PIAZZE E… FILM

La bellezza senza tempo di Mantova fai di lei un’ottima location per film ambientati durante i secoli passati, tuttavia alcuni registi ne hanno apprezzato anche gli aspetti di città borghese e più moderna.
Sono quindi molti i film in cui Mantova è stata protagonista degli scenari in cui è stata realizzata l’opera, come il capolavoro “Novecento”, firmato nel 1976 da Bernardo Bertolucci, un film girato principalmente nelle province di Parma e Reggio, ma che ha anche utilizzato alcuni luoghi mantovani. In particolare si nota la scena della riunione degli agrari al Santuario delle Grazie e in città la passeggiata di Alfredo (Robert De Niro) e Olmo (Gerard Depardieu) in Piazza Canossa.
Una simpatica curiosità legata al film è il fatto che durante il lungo periodo che ha caratterizzato le riprese, la troupe di Bernardo Bertolucci si scontrò più volte in partite di calcio con quella di Pier Paolo Pasolini, che stava girando il suo celebre “Salò o le 120 giornate di Sodoma” sempre nelle zone del mantovano.
Fra i film famosi ambientati a Mantova non si può dimenticare il “Rigoletto” (1982) di Jean-Pierre Ponnelle, l’opera verdiana che vede protagonista Luciano Pavarotti nel ruolo del Duca di Mantova e che ha contribuito a rilanciare l’immagine della città, rendendola famosa nel mondo. Il film fu girato tra Mantova, Parma (Teatro Farnese) e Sabbioneta (Teatro all’antica). In città scene davanti al Castello di San Giorgio e all’interno di Palazzo Te.

MASSIMO TELÒ – CC BY-SA 3.0 – Palazzo Te

Altro film girato a Mantova è “Giulietta e Romeo”, uscito nel 2013 per opera di Carlo Carnei, un’opera girata principalmente a Mantova, dove le location sono quelle classiche di tutti i film in costume girati in città: Palazzo Ducale, Palazzo Te, il Duomo e la Rotonda di San Lorenzo.
Interamente girato e ambientato a Mantova è “Domani mi sposo”, datato 1984 ad opera di Francesco Massaro, che vede tra gli attori Jerry Calà, Isabella Ferrari, Milly Carlucci, Karina Huff e anche una comparsata di Claudio Bisio. Tra i luoghi mantovani nel film, ricordiamo il ponte di San Giorgio, Piazza Canossa e soprattutto Piazza Mantegna. Per finire, non possiamo non citare “Delitto di Stato” del 1982, di Gianfranco De Bosio, una miniserie televisiva tratta dai romanzi di Maria Bellonci e girata interamente a Palazzo Ducale a Mantova, con protagonisti Sergio Fantoni e una giovanissima Eleonora Brigliadori.
Sentitevi attori dunque e, cartina alla mano, scoprite i segreti di questa meravigliosa città di provincia

NAVIGANDO TRA I FIORI DI LOTO

Girare alla scoperta di Mantova è sempre molto piacevole e si può fare a piedi, in bici e anche in barca. A piedi si percorrono le vie del centro, per visitare i monumenti e scoprire i suoi segreti, ma anche i sentieri, che si addentrano nel Complesso Morenico di Castellaro Lagusello. In bici ci si può facilmente addentrare sulla ciclabile del Mincio, che affianca il fiume, mentre in barca o in canoa si esplorano le valli del Mincio e il Lago Superiore.

CARLO PELAGALLI – CC BY-SA 3.0 – La fioritura dei Fiori di Loto

Fra le esperienze più originali ed inedite che il turista può fare a Mantova, c’è infatti quella della gita sull’acqua alla scoperta delle antiche vie fluviali, da sempre navigate da barcaioli, pescatori e nei tempi che furono, anche dai nobili della famiglia Gonzaga. Il tour sull’acqua nella Riserva delle Valli del Mincio riserva sorprese inaspettate, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, quando miriadi di fiori di loto – che hanno la loro fioritura nel periodo che va da luglio ai primi di settembre – affiorano in superficie rendendo ancora più romantiche e affascinanti queste mini crociere che attraversano le campagne e i piccoli comuni della zona. Durante questi tour fluviali è possibile ammirare il paesaggio, la natura e la fauna circostante, è possibile per gli amanti della fotografia immortalare scorci unici, mentre gli amanti del bird-watching possono invece vedere cigni reali, aironi cenerini, falchi reali ed altri uccelli tipici della zona.
Fra le escursioni fluviali più richieste c’è l’aperimincio, che all’ora del tramonto permette ai visitatori di ammirare i colori della natura all’imbrunire davanti a un buon aperitivo, nell’incantevole silenzio della natura, immersi in un’atmosfera fiabesca.

UN MUSEO DA RECORD

Non tutti sanno che anche Mantova gode di un suo particolare primato: è la sede del Museo storico dei Vigili del Fuoco più grande d’Europa. A dare un’efficiente struttura ai primi Vigili del Fuoco fu l’imperatore Augusto nel VI secolo d.C. e, fin da allora, nell’Impero Romano, tale istituzione fu tenuta in grandissima considerazione. In tempi relativamente moderni, tale organizzazione ebbe un grande sviluppo con l’avvento di Napoleone Bonaparte, che nel 1810, a seguito di un incendio di vaste proporzioni con un bilancio pesantissimo in vite, decretò la nascita del Battaglione Genio Pompieri a Parigi e di Compagnie di Genieri Pompieri su tutto il territorio del suo impero e quindi anche in molte zone dell’Italia.

DAVIDE PAPALINI – CC BY-SA 3.0 – Palazzo Ducale

L’edificio che ospita la Galleria Storica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è situato in un’ala periferica del Palazzo Ducale di Mantova. Il museo espone alcune dotazioni dei Corpi dei Vigili del Fuoco dall’ 800 ai nostri giorni insieme anche a tante immagini e filmati sugli eventi più significativi della storia dei Vigili del Fuoco Italiani. Sono esposte molte uniformi indossate dalle diverse generazioni dei Vigili del Fuoco italiani nelle varie epoche della storia del Corpo, insieme ad una particolare raccolta di elmi che meglio di qualsiasi altro oggetto rappresentano i vari periodi storici vissuti da questi eroi spesso dimenticati.
Nella galleria è esposta inoltre l’evoluzione tecnologica dei mezzi che hanno rappresentato lo sviluppo dell’inventiva e della tecnica dei Vigili del Fuoco Italiani, con la più grande collezione d’Europa che comprende carri, automezzi, elicotteri, biciclette, moto e tutto ciò che nel corso della storia, è stato utile per domare gli incendi.
Un museo sorprendente ed emozionante per adulti e bambini, il cui ingresso è gratuito, ma dove un’offerta è sicuramente doverosa.

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