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Il turismo alla scoperta del gusto

Birra artigianale, gelato agricolo e street food stanno conquistando un ruolo sempre più importante nell’esperienza di viaggio. Non solo prodotti da consumare, ma occasioni per scoprire territori, filiere e tradizioni locali.

L’estate non è ancora finita e il turismo italiano continua a parlare anche attraverso il cibo. Birra, gelato e snack si stanno affermando come veri e propri driver di viaggio, capaci di attirare visitatori alla ricerca non soltanto di qualcosa da mangiare o bere, ma di esperienze legate al territorio.

Secondo le proiezioni di Unioncamere, la stagione estiva potrebbe raggiungere in Italia 171 milioni di presenze. In questo scenario, il food&beverage conferma il proprio peso nelle scelte dei viaggiatori, tra ristorazione, retail ed esperienze gastronomiche.

La birra diventa esperienza

La birra artigianale è uno degli esempi più evidenti di questo cambiamento. In occasione di Luppoleti Aperti 2026, il Consorzio Birra Italiana e Coldiretti hanno evidenziato la crescita di una filiera che conta 1.163 attività produttive e circa 93mila occupati.

I consumi hanno superato i 36 litri pro capite, per circa 2,1 miliardi di litri complessivi, mentre il giro d’affari della produzione raggiunge i 9 miliardi di euro.

Ma il fenomeno non si ferma al bicchiere. Sempre più visitatori scelgono di conoscere direttamente i luoghi della produzione, partecipando a passeggiate tra i luppoleti, raccolte, laboratori e degustazioni. Un turismo esperienziale che, secondo i dati diffusi in occasione dell’iniziativa, ha già coinvolto 13 milioni di italiani.

La birra diventa così anche un modo per raccontare il territorio e le sue produzioni.

Dal campo al cono: il successo delle agrigelaterie

Un percorso simile riguarda il gelato artigianale, sempre più legato alle materie prime agricole locali.

Le agrigelaterie rappresentano uno dei modelli più interessanti: aziende agricole che utilizzano direttamente latte, frutta e altre produzioni della propria terra per trasformarle in gelato. Il risultato è un prodotto stagionale, identitario e fortemente legato alla filiera corta.

Accanto ai gusti a base di latte di capra, asina e pecora, trovano spazio ciliegie, pesche, albicocche, uva e piccoli frutti coltivati direttamente in azienda. Non mancano interpretazioni più originali con mandorle, fichi, agrumi, miele e persino patata dolce frigolina pugliese.

Tra le nuove tendenze spicca inoltre l’incontro tra gelato artigianale e olio extravergine di oliva, ulteriore esempio di come il gelato possa diventare uno strumento per valorizzare la biodiversità e le produzioni locali.

Lo snackpacking porta i turisti nei negozi di quartiere

L’altra tendenza da osservare è quella dello snackpacking, termine che descrive soprattutto tra Millennials e Gen Z l’abitudine di trasformare supermercati, mercati, botteghe, panifici e street food in vere e proprie tappe del viaggio.

Secondo il Global Travel Trends Report di American Express, l`89% dei Millennials e dei viaggiatori della Gen Z considera l’assaggio dei prodotti locali una parte essenziale dell’esperienza turistica. Il 69% indica chioschi e street food tra i luoghi privilegiati per scoprire la gastronomia locale, mentre il 53% guarda alla micro-panificazione e il 50% esplora gli alimentari di quartiere.

A spingere il fenomeno contribuiscono anche i social: oltre il 75% dei giovani dichiara di cercare prodotti alimentari specifici dopo averli scoperti online.

In questo scenario, anche il retail alimentare acquista una nuova centralità. Una bottega, un forno o un mercato possono diventare tanto importanti quanto un ristorante nella costruzione del ricordo di viaggio, offrendo non solo un assaggio, ma anche la possibilità di portare a casa un pezzo del territorio.

Dalla birra al gelato, fino allo snack acquistato in una piccola bottega, il cibo si conferma quindi sempre più parte integrante della destinazione turistica. Un’evoluzione che premia autenticità, filiere locali e produzioni capaci di raccontare, attraverso il gusto, il luogo da cui provengono.

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