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Il mondo Horeca in rosa

chef donna

La ristorazione in Italia dimostra di essere uno dei pochi settori virtuosi per la parità dei diritti, con un’occupazione femminile che supera quella maschile, al 52% secondo quanto emerge dai dati Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi del 2019, con oltre 112 mila imprese gestite imprenditorialmente, dove le imprese femminili sono definite come quelle in cui la partecipazione di genere risulta complessivamente superiore al 50% mediando tra quote di partecipazione e cariche attribuite.

L’ultima edizione della celebre Guida Michelin ha visto peraltro un aumento della presenza, nell’olimpo degli Chef premiati con le preziose stelle, proprio del comparto femminile, facendo pensare ad un momento particolarmente positivo per la presenza rosa nel mondo della ristorazione.

Nonostante questi positivi riscontri, va però segnalato che il 2020 è stato un anno particolarmente difficile in generale per la parte femminile degli occupati in Italia, perché secondo una prima indagine Istat, da dicembre 2019 a dicembre 2020 si sono persi 444 mila posti di lavoro, di cui ben 312 mila occupati da donne.

Sono in molti a pensare che una donna ha maggiore attenzione nel gestire l’accoglienza e il benessere degli ospiti, nel curare i particolari e ad avere attenzione per il risultato finale, nel cercare maggiore collegamento tra la sala e la cucina, grazie a un mix tra tenacia e pazienza che contribuisce in modo unico alla qualità della performance finale.

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