
C’è chi li attribuisce alla Val Pusteria, altri alla Val Venosta, ma una cosa è certa: gli Schlutzkrapfen agli spinaci sono uno dei piatti simbolo della primavera in Alto Adige. Per chi non è di queste parti il primo mistero è sicuramente legato al nome, non dei più facili da pronunciare o, ancor peggio, memorizzare, la cui traduzione più comune è mezzelune tirolesi, trattandosi di una sorta di ravioli o agnolotti ripieni a forma di mezzaluna. Questo piatto leggero ma ricco di tradizione alpina poggia su tre pilastri di gusto: la pasta, il ripieno e il condimento. La pasta viene ottenuta mescolando farina di segale e di grano tenero con uova, olio, acqua e sale, per ottenere un impasto che deve riposare per 30 minuti. Il ripieno di spinaci è particolarmente indicato in primavera, quando questo ortaggio presenta foglie più tenere, fresche e dolci e massimizza il suo potere antiossidante: dopo averli sbollentati e strizzati bene, gli spinaci vanno tritali finemente e poi soffritti insieme a cipolla tritata, ricotta, noce moscata, sale e pepe. A questo punto gli Schlutzkrapfen vengono rifiniti stendendo la pasta sottile, per ricavare dei dischetti nei quali disporre al centro un cucchiaio di ripieno: una chiusura a mezzaluna con un’attenta sigillatura dei bordi chiude la preparazione. Cotti in acqua salata bollente per circa 3 o 4 minuti, di fatto finché salgono a galla, vanno poi rifiniti con un condimento composto da burro fuso, erba cipollina e formaggio grattugiato. In passato si usavano anche erbe spontanee primaverili come ortica o tarassaco al posto degli spinaci, mentre è particolare l’uso della farina di segale, tipica delle zone montane come la Val Venosta, che conferisce un gusto rustico e leggermente acidulo. Da tenere in considerazione anche una versione diversa e molto scenografica, con ripieni di patate o barbabietola rossa.








