Cultura

Sotto il segno della passione

Non è facile parlare di passione poiché, come ha affermato una volta Enzo Ferrari “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.” Il celebre costruttore modenese, il cui cavallino rampante resta un simbolo elitario ancora oggi in tutto il mondo, è stato definito il Drake, ovvero il drago, un mostro di bravura nel realizzare imprese straordinarie, un uomo che ha sempre saputo guardare oltre, perché “La passione non è cieca, è visionaria”, come ci ha insegnato lo scrittore Stendhal.

Il termine passione identifica un sentimento di intenso entusiasmo o desiderio irresistibile per qualcuno o qualcosa, un’autentica forza che agisce all’interno di un individuo con la stessa modalità con cui il carburante alimenta e conferma la potenzialità di un motore.

Alcuni psicologi sostengono che per individuare una propria passione, bisogna pensare ad un’attività che non ci stancheremmo mai di fare, al punto da essere disposti a farla anche senza alcuna remunerazione, se i soldi potessero non costituire un’esigenza imprescindibile.

Per la psicologia, la passione intesa come affetto è di natura intensa, caratterizzata da un’emozione o una reazione di forte intensità, ma di breve durata; quando la passione è diretta verso le cose o le situazioni, allora questa emozione non è più di breve durata, ma può diventare la ragione di vita di una persona.

Ne sono un esempio la grande passione che gli atleti provano per la pratica di una particolare disciplina o la passione per l’arte che un artista sperimenta, casi nei quali la passione stimola il mantenimento di uno standard molto elevato, coltivato attraverso l’allenamento o lo studio, a seconda della disciplina.

In questi termini possiamo constatare come la passione possa crescere solo in presenza di un altro valore fondamentale dell’essere umano, ossia la curiosità, ma possa poi svilupparsi solo attraverso un apprezzamento del sacrificio, ovverosia un costante sforzo ad alimentare costantemente la spinta ad approfondire sempre di più la disciplina verso cui si prova la spinta passionale.

Quando Eleanor Roosvelt, first lady statunitense dal 1933 al 1945, ha dichiarato che “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”, ha fornito indirettamente la chiave di accesso al magico mondo di ogni passione, che deve avere la capacità di eccitare l’anima e la forza di trasformare i propri ideali in realtà quotidiana.

Senza passione non c’è vita perché, come ci ha insegnato il centenario direttore della fotografia statunitense Bill Butler, “La passione è l’ossigeno dell’anima”.

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