
Bari, affacciata sul blu intenso dell’Adriatico, è una città che sorprende per il suo perfetto equilibrio tra tradizione e modernità. Il suo cuore antico, Bari Vecchia, è un labirinto di vicoli profumati di focaccia e mare, dove le nonne preparano le orecchiette davanti alle case e la Basilica di San Nicola custodisce storie di fede e leggenda. Passeggiando sul lungomare, uno dei più belli d’Italia, si respira l’energia autentica del Sud, tra il bianco delle pietre e il suono delle onde. Con poco più di 315 mila abitanti, Bari è il nono comune italiano per popolazione, il terzo del sud, dopo Napoli e Palermo, ultima roccaforte bizantina in Italia, prima di cedere al dominio normanno con l’Assedio del 1071. Da quel momento, la città conobbe un periodo difficile, per tornare a splendere dal 1524 al 1557, quando il Ducato di Bari venne governato dalla regina Bona Sforza, che fece ritornare la città ai fasti del passato. Con la creazione del Regno D’Italia, a Bari venne affidato il ruolo di capoluogo dell’area Pugliese, facendola diventare il comune italiano ed europeo più popoloso che si affaccia sul Mare Adriatico. Bari è una città viva e dinamica, con teatri, locali, eventi e una scena culturale in continuo fermento, un luogo che sa accogliere con calore, stupire con la sua storia e far innamorare con la sua luce senza tempo. Per scoprire la vera essenza di Bari si deve per forza comprendere la presenza del mito di San Nicola che, in qualche modo, detta ancora oggi la notorietà e attrattività che la città ha verso i turisti di tutto il mondo.
STORIA E LEGGENDE SU SAN NICOLA
Il culto di San Nicola va ben oltre i confini di Bari e rappresenta una delle figure più amate e misteriose della cristianità, il cui culto ha attraversato i secoli, trasformandosi in un mosaico di leggende, miracoli e tradizioni popolari che hanno superato confini geografici e religiosi. San Nicola di Myra, vescovo vissuto tra il III e il IV secolo d.C. nell’odierna Turchia, gode di una notorietà che spazia dalla Grecia alla Russia, dall’Italia al Nord Europa e, nel corso del tempo, il suo mito si è fuso con altre figure, inclusa la leggenda di Odino, iniziando a staccarsi dal suo significato puramente religioso, fino alla rivisitazione americana, che lo ha visto evolversi in un personaggio sempre più laico e con tratti fisici specifici, come la barba bianca, l’abito rosso e il carretto trainato dalle renne, che identificano l’immagine di Santa Claus e di Babbo Natale. San Nicola è venerato come protettore dei marinai, dei bambini, delle donne e perfino dei ladri pentiti. Il legame con i marinai nasce da una leggenda che parla di una tempesta terribile che minacciò di affondare la nave su cui viaggiava e mentre i marinai pregavano, Nicola si mise in ginocchio e placò i venti con un gesto della mano. Ancora oggi, i marinai invocano il suo nome in mare aperto e lo celebrano con processioni sul mare. Una delle storie più note è di certo quella delle tre fanciulle povere, nella quale si racconta che un padre, incapace di fornire una dote alle figlie, si arrese all’idea di venderle come schiave. Provvidenziale fu l’intervento di Nicola che, nel corso della notte, gettò per tre volte una borsa d’oro attraverso la finestra. Le monete caddero dentro le calze e le scarpe delle ragazze, dando origine all’usanza natalizia dei doni nascosti. La fama di protettore dei bambini, che diede origine a molte raffigurazioni popolari che lo mostrano con tre fanciulli in un tino, prese vita da una delle storie più oscure legate alla figura del santo e narra di tre bambini uccisi e messi in salamoia da un oste malvagio, che tornarono in vita a seguito delle intense preghiere e invocazioni pronunciate da Nicola.
I LUOGHI LEGATI A SAN NICOLA
A Bari, il mito di San Nicola è profondamente radicato nella vita quotidiana e nella cultura cittadina, con moltissimi luoghi in cui la sua presenza si sente in modo particolare, sia dal punto di vista religioso che popolare. Alcuni di questi sono assolutamente iconici e meritano di sicuro una visita accurata. Il luogo di partenza o di arrivo di ogni tour legato alla figura di San Nicola non può che essere la Basilica a lui dedicata, il vero cuore spirituale e simbolico del culto nicolaiano, costruita tra il 1087 e il 1197 per custodire le reliquie del santo, portate da Myra dai marinai baresi. È un suggestivo punto di incontro tra fedi diverse, che testimoniano l’universalità del culto di San Nicola e che vede spesso incontrarsi pellegrini cattolici, ortodossi e russi. Nella cripta si trova l’urna con le reliquie del santo e la famosa “manna di San Nicola”, il liquido miracoloso che stilla dalle ossa del santo. Nelle vie della Città Vecchia il mito di San Nicola è ovunque, dalle edicole votive, alle immagini sacre sui muri, fino alle piccole statue nei cortili e dove gli abitanti hanno un rapporto quasi familiare con il santo. Tutte le vie attorno alla basilica, come Strada San Luca o Arco Basso, custodiscono storie, leggende e tradizioni legate al santo e ai miracoli attribuiti a lui. Una interessante testimonianza è senza dubbio la Chiesa Russa di San Nicola in Corso Benedetto Croce, la cui costruzione è avvenuta tra il 1913 e il 1915 per volontà della Società Ortodossa di Palestina, che rappresenta un importante centro di pellegrinaggio per i fedeli ortodossi ed è un punto di riferimento culturale. Nata da un progetto dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev, si ispira all’architettura di Novgorod-Pskov, con grande attenzione ai dettagli interni ed esterni ed è l’unico esempio di questo stile in Europa Occidentale per importanza e imponenza. Dopo essere stata proprietà dello stato italiano, è stata formalmente restituita al Patriarcato di Mosca nel 2012. Il luogo simbolo, che non può mancare in una visita di Bari ispirata a San Nicola, è il porto, luogo simbolico da cui, secondo la tradizione, partirono i marinai baresi nel 1087 per “trafugare” le ossa del santo da Myra, in Anatolia. Proprio qui, tutti gli anni, durante la Festa di maggio, si rievoca questo evento con una grande processione sul mare, in cui la statua di San Nicola viene portata su un peschereccio e accompagnata da decine di imbarcazioni e rappresenta senza dubbio uno dei momenti più suggestivi della devozione popolare.
ALLA SCOPERTA DI UNA BARI NASCOSTA
Il mito di San Nicola tende spesso ad oscurare altre opere significative della storia e della cultura che si possono incontrare e vivere a Bari ed è questa la ragione che ci porta a volerci soffermare su 3 luoghi di inestimabile valore che meritano assolutamente una visita se si vuole conoscere Bari. Iniziamo con il Fortino di Sant’Antonio Abate, che sorge sul bellissimo lungomare cittadino, una struttura che venne costruita in passato per proteggere la città dalle frequenti incursioni dei pirati saraceni. Da questo luogo pieno di fascino è possibile godere di una vista panoramica sul Mar Adriatico e sul centro storico di Bari, un punto ideale per rilassarsi, riflettere e, come è d’uso più che mai oggi, scattare interessanti fotografe da condividere con le persone care. Da segnalare che, all’interno di questa struttura, si trova una piccola cappella dedicata proprio a Sant’Antonio Abate e che è accessibile al pubblico solo in occasione della festa del santo, il 17 Gennaio, giorno nel quale è possibile ammirare la statua in legno del santo, oggetto di venerazione dei fedeli. Nel cuore storico di Bari, ovvero il quartiere di Bari Vecchia, è possibile invece incontrare un altro angolo affascinante e quasi nascosto della città, la Piazza del Buonconsiglio. Siamo in presenza di uno degli scorci più pittoreschi del capoluogo pugliese, dove i visitatori possono osservare antichi resti di una chiesa di epoca bizantina, che sembra quasi fondersi con l’architettura medievale che caratterizza gli edifici circostanti. Qui sorgono i resti della Chiesa dedicata a Santa Maria del Buonconsiglio, edificata intorno al nono secolo, ma che venne demolita negli anni Trenta, nell’ambito di una scellerata opera di restaurazione che si proponeva di riportare alla luce il lato “romanico” della città di Bari. Di questa singolare ex chiesa bizantina, originariamente un edificio absidato a tre navate, rimangono oggi le colonne romane con i rispettivi capitelli in parte corinzi e il pavimento musivo a tasselli policromi, visibili grazie ad un intervento del 1983, che permise di riportare alla luce parte della sua struttura antica, oltre che magnifici mosaici del pavimento. Da non dimenticare è anche la Cattedrale di San Sabino, il cui edificio attuale risale al periodo tra il XII e il XIII secolo, costruito per volontà dell’arcivescovo Rainaldo, sulle rovine del precedente duomo bizantino. A prescindere dal valore culturale del monumento, noi vogliamo portarvi in un luogo magico, dove si nasconde un segreto che pochi turisti conoscono: la cripta di San Sabino. Siamo al cospetto di un luogo così suggestivo, ricco di storia e spiritualità, dove sono conservate le reliquie del santo e che è in grado di offrire un’atmosfera di raccoglimento, lontano dal caos cittadino, in un ambiente adornato di affreschi e mosaici risalenti a diverse epoche.








