Cultura

La ricetta del successo

Non esiste una ricetta unica per raggiungere il successo, perché la verità è che si tratta di un mix che cambia da persona a persona, costituito dall’allineamento tra ciò che una persona fa e ciò che ritiene giusto per sé.

Viene spontaneo chiedersi il perché la ricerca del successo sia un valore così diffuso e coinvolgente. Anche qui non esiste una risposta univa, in genere si ambisce al successo perché promette qualcosa che desideriamo, più che per il successo in sé.

Di solito succede che ambiamo al successo perché vogliamo che la nostra vita abbia peso, che non passi senza lasciare traccia, ma il punto delicato è che non tutto il successo risponde a un desiderio autentico: a volte inseguiamo un’idea presa in prestito, magari dal confronto con la famiglia, per cui, quando questo succede, anche raggiungerlo può lasciare vuoti.

Compreso che non possiamo elargire qui una ricetta universale, quando parliamo di attività professionale nel mondo Horeca, possiamo comunque individuare 4 ingredienti che contribuiscono fortemente a fortificare chiunque voglia avere successo nell’attività in cui si dedica.

 

Formazione

Il lavoro di ogni operatore del mondo della somministrazione rientra in una più ampia sfera di professionalità che viene sintetizzata con il termine “artigiano”: esso rappresenta “la capacità di agire e produrre, in base a un particolare complesso di regole ed esperienze conoscitive e tecniche, ricorrendo in prevalenza alla manualità”; l’etimologia stessa della parola avvicina l’artigiano all’artista, un’attività che combina conoscenze tecniche a capacità creative.

Un tempo le conoscenze si tramandavano quasi esclusivamente di padre in figlio e gli artigiani più talentuosi erano quelli che riuscivano a carpire i segreti dell’arte dai propri maestri.

Oggi i tempi sono profondamente cambiati: l’arte è diventata scienza! Lo dimostrano le bilanciature del gelato, le ricette degli impasti della base per una buona pizza, i moderni processi di cottura a bassa temperatura. Perché oggi l’artigiano vincente è un mix tra un’artista e un ingegnere.

La continua evoluzione di tecnologia e materie prime a supporto del lavoro di ogni artigiano della buona cucina, impongono a tutti gli operatori un’attività di formazione continua, soprattutto per rimanere al passo con le esigenze di un consumatore che diviene sempre più esigente e, anche se non sempre a ragione, convinto di essere un esperto.

Con lo stesso spirito con cui i campioni dello sport non esitano a verificare e consolidare i propri fondamentali, allo stesso modo ogni artigiano vincente dovrebbe mettersi in discussione, partecipando con regolarità a qualche corso di aggiornamento; citando il compositore Arnold Schönberg, possiamo dire che “il genio impara solo da sè stesso, il talento soprattutto dagli altri”.

 

Sacrificio

Nella vita di qualsiasi individuo, l’ingresso della parola “sacrificio” nella quotidianità, segna in qualche modo la fine del magico periodo della fanciullezza, in cui tutto è concesso e dove le due attività a cui vengono dedicate quasi tutte le energie sono il gioco e la ricerca di coccole.

Possiamo quindi dire che è la scuola a imprimere per prima, in modo istituzionale, questo termine nella mente di ogni individuo che voglia raggiungere obiettivi di successo; emblematica è la definizione del termine, che viene spiegato come “grave privazione o rinuncia, volontaria o imposta, a beni e necessità elementari, materiali o morali”.

Spesso il sacrificio viene inteso come un pegno che bisogna pagare per ottenere una gratificazione, ma la verità è che quando qualcuno fa qualcosa che ama, la parola sacrificio non esiste, per cui fatica e rinunce non sono considerate un sacrificio, ma diventano una gratificazione.

In un consacrato video motivazionale, i cui protagonisti sono stelle degli sport professionistici americani, si afferma che “se non sei dove vorresti essere, se non hai quello che vorresti avere, se pensi di non essere dove dovresti essere, non ha nulla a che fare col sistema, ma a tutto a vedere col fatto che tu non stai facendo il sacrificio!”

 

Motivazione

E’ molto difficile descrivere il concetto di motivazione, anche se l’utilizzo di questa parola è assolutamente inflazionato negli ultimi anni, perché rappresenta la sintesi dei comportamenti di un essere umano e, al tempo stesso, il punto di fusione tra il sogno e l’azione.

La motivazione nasce da una predisposizione interiore forte e concreta, in grado di mettere in moto qualsiasi nostra azione: una vera e propria molla che funge da propulsore, creando una sorta di scatto iniziale, indicando la direzione da intraprendere e sostenendo poi il percorso da seguire.

Parte dal profondo dell’anima, nel magma di pulsioni, desideri, istinti e sogni, ma deve trasformarsi attraverso un processo razionale in obiettivi misurabili, i cui limiti sono dettati dalla forza delle proprie ambizioni; è un processo naturale, senza il quale si sarebbe inevitabilmente destinati a soccombe nella gran parte delle sfide intraprese, senza raggiungere mai la meta prefissata.

Tutti nella vita fanno almeno una cosa speciale, mossi solo ed esclusivamente dalla propria motivazione e basta questo per dimostrare che è una dote che appartiene a tutti. Chiunque può quindi trovarne la chiave per determinare il proprio comportamento e chiunque è alla guida di un gruppo deve essere conscio che, se sa toccare i punti sensibili giusti, può stimolare a una performance migliore ogni singola persona che sta alle sue dipendenze.

Non dimenticate però che la motivazione si stimola e non si impone, serve carisma e non mera autorità!

 

Ispirazione

Il lavoro è spesso governato da metodo, continuità, coerenza, dove la razionalità e il rispetto delle regole consentono di raggiungere gli obiettivi più ambiti. Capita comunque che, per ottenere risultati particolarmente soddisfacenti, sia fondamentale trovare quel “qualcosa in più”, un elemento che trasformi l’ordinario in una realtà speciale, sorprendente e soprattutto più soddisfacente.

Per fare questo serve avere un’ispirazione, quella “particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un’opera” (definizione di Wikipedia).

Quando si parla di ispirazione si pensa subito all’arte e se la si connette con il mondo del lavoro la si confina nell’area dei lavori creativi, scordando che la vera creatività è quella capacità di interpretare la natura delle cose, per riuscire a trapassarla e creare un’azione del tutto innovativa.

Ogni lavoro può divenire più distintivo se chi lo fa segue un’ispirazione, riesce a staccarsi dalle esperienze passate, soprattutto quelle negative e segue un’idea nata da una scintilla: ci si può ispirare ascoltando musica, vedendo un film, osservando la natura, ma anche analizzando qualcosa che già c’è e provando a riproporla personalizzandola attraverso un’interpretazione che dia libero sfogo alla propria fantasia.

Questa è la vera differenza tra un plagio e un’ispirazione.

Seguite il consiglio del grande pittore Vincent van Gogh: “Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello”.

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