L’uso del termine engagement nel linguaggio commerciale è relativamente giovane, tuttavia sta divenendo uno dei capisaldi della moderna filosofia di marketing: in termini pratici misura la capacità di un prodotto (un marchio, un’attività commerciale, un blog, un servizio) di creare relazioni solide e durature con i propri utenti, ponendo l’attenzione al cliente e non alla vendita, al fine di creare in lui un attaccamento emotivo alla proposta ricevuta.
È un nuovo modo di guardare al proprio business, dove non ci accontenta più di misurare quanti clienti si hanno oggi, ma si punta a costruire un legame in grado di mantenersi e svilupparsi nel tempo: la priorità diventa pertanto la capacità di creare con il cliente un rapporto sincero e solido, alimentato da una reciproca stima.
Viviamo in un’epoca in cui la condivisione e lo scambio sono alla base dei rapporti sociali, come dimostra il successo di attività quali car sharing, bike sharing, home sharing, co-working, reti sociali condivise e oggi, sostenuta dalla forza dei social network, anche la condivisione delle emozioni.
Il mondo virtuale permette di giocare una battaglia molto efficace a suon di post, tag e immagini, che devono sempre veicolare un contenuto attrattivo e soprattutto distintivo, non tanto per conquistare fan, ma per ottenere effettive condivisioni, in grado di alimentare quel “passaparola” che continua ad essere il vettore principale del successo di un’attività nel tempo.


La condivisione non si cerca solo sul campo virtuale, ma deve essere alimentata ogni giorno da un corretto utilizzo di sorriso e cortesia, per cercare di interpretare le effettive esigenze del cliente: solo questo può costruire un rapporto di fedeltà duraturo.
Non puntate quindi solo su prezzi e promozioni per mantenere viva l’attenzione del vostro cliente, ma affidatevi ad una raffinata forma di seduzione: “ingaggiate” con il vostro cliente una sottile forma di complicità e il tempo vi regalerà i ritorni più positivi.

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